Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 6.1 ma nessun danno: ecco perché

L’ipocentro a oltre 240 chilometri di profondità

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto si è generato a circa 247 chilometri di profondità sotto il fondale del Tirreno, al largo della costa nord-occidentale della Calabria.

Un valore enorme, fuori dal comune. La maggior parte dei terremoti che provocano i danni più gravi nasce molto più in superficie, di solito tra i 5 e i 30 chilometri di profondità. Qui, invece, la frattura della faglia è avvenuta nelle profondità più estreme della crosta, in un punto in cui la geologia del Tirreno diventa complessa e imprevedibile.

Perché una magnitudo 6.1 può non fare danni

È proprio la profondità ad aver fatto la differenza. Per arrivare in superficie, l’energia liberata dal sisma ha dovuto attraversare quasi 250 chilometri di roccia. Durante questo lungo viaggio verso l’alto, una parte enorme della forza si è dispersa e attenuata, assorbita dai materiali che ha incontrato lungo il percorso.

Il risultato? Una scossa avvertita su un’area vastissima del Mediterraneo centrale, ma con effetti molto più contenuti rispetto a quelli che ci si aspetterebbe da una magnitudo simile. Se lo stesso terremoto si fosse verificato a pochi chilometri dalla superficie, vicino ai centri abitati, lo scenario sarebbe potuto essere ben diverso.

Per visualizzare le istruzioni complete di cottura, vai alla pagina successiva o clicca sul pulsante Apri (>) e non dimenticare di CONDIVIDERLE con i tuoi amici su Facebook.